SHIZEN DOJO

"Cos'è che vien detto natura (shizen)? E' il nome di quel principio di equilibrio, di quel movimento armonioso. Cos'è che vien detto principio di equilibrio? Si può rispondere che è il movimento spontaneo di una energia attiva che produce l'avanzamento o l'arretramento, a volte a piccoli passi, a volte a grandi passi" (Shoeki Ando, Shizen Shin'eido).

Il termine giapponese per natura è shizen che vuol dire, leggendo i due caratteri che compongono la parola: "essere così come si è". I caratteri che compongono la parola "shizen" in giapponese possono essere letti anche in altri due modi: da un lato hitori suru "ciò che si fa da sè", la natura in se stessa, la naturalità, la natura esterna; dall'altro wareto suru "il farsi da sè", la spontaneità, la natura interiore. La prima attiene ai movimenti del mondo; la seconda alle azioni umane; entrambe fanno un tutt'uno (cfr Hisayasu Nakagawa, Introduzione alla cultura giapponese).

Ho incominciato la pratica dell'Aikido nel 1975: avevo nove anni. A dieci anni ho partecipato al mio primo seminario con il Maestro Yoji Fujimoto, al quale mi sono sempre riferito. Ho conosciuto e partecipato ai seminari di tanti altri maestri giapponesi tra i più importanti. Sono cresciuto facendo Aikido. L'Aikido è stato determinante per la mia educazione nelle varie fasi della mia evoluzione: da bambino, adolescente, giovane e adulto. Tuttora regola il ritmo dei miei giorni e orienta le mie scelte: l'attività di avvocato esperto di diritto di famiglia, di mediazione e di sistemi di risoluzione alternativa delle dispute si inseriscono in questo cammino (questo è il senso del suffisso giapponese -Do, il cinese Tao: percorso, via, metodo, cammino, anche meta, nel suo farsi; processo creativo, cioè arte), arricchendo di significato individuale e collettivo la mia ricerca personale.

Insegnante
Dojo

Dōjō (道場, Dōjō), comunemente traslitterato come dojo, significa luogo (jō) dove si segue la via (dō), o anche: luogo per la ricerca della via. Il termine derivato dal Buddhismo, indicava il posto in cui si ottiene il risveglio, venne adottato nel mondo militare influenzato dalla tradizione zen, per questo è diffuso nell'ambiente delle arti marziali. Con la diffusione nel XX secolo dei diversi budo, con l’obiettivo di coltivare il carattere e formare individui di valore, sorsero numerosi dojo che venivano in molti casi considerati da maestri e praticanti una seconda casa...[leggi di più]

E’ sempre un’operazione delicata quella di tradurre parole in lingue e culture completamente diverse tra loro, spesso una traduzione letteralmente esatta può rivelarsi concettualmente scorretta. Ricercare l’origine e l’uso di un termine può però aiutare a comprenderne il significato. Etimologicamente Do è la pronuncia giapponese di Tao (come in Tao-te-ching), un’ulteriore interpretazione potrebbe allora essere: il luogo del Tao...[leggi di più]

L'origine
Il saluto

Il saluto è una componente di ogni civiltà, salus in latino indicava la salvezza, la condizione di cessato pericolo, e per estensione la salute. può essere eseguito in due posizioni: in piedi (Ritsu Rei) e seduti in posizione di seiza (Za Rei). Il saluto non è un gesto formale, ma un atto di rispetto nei confronti del Dojo, del Maestro del nostro compagno d'allenamento, e in definitiva di noi stessi...[leggi di più]

Il dojo è come una piccola collettività, con regole che devono essere rispettate. Quando i praticanti indossano il keikogi diventano tutti uguali; la loro condizione sociale viene lasciata fuori. Già il cambiarsi d’abito è un atto che invita ad un silenzioso raccoglimento e alla ricerca della presenza di se stessi...[leggi di più]

L'etichetta
Il seiza

inteso come "zen in movimento" lo zazen (zen da seduti) è un aspetto fondamentale della pratica, solo così si può giungere alla comprensione del significato profondo della via dell’arte, andando oltre l’aspetto puramente tecnico. Diceva Ueshiba: “l’aikido è una purificazione del corpo e dell’anima, è sgrassare il corpo e l’anima”. Mentre è facile vedere le imperfezioni della tecnica o una macchia su un corpo, molto più difficile è scoprire i difetti del carattere e cambiarli. Spesso in silenzio e ad occhi chiusi appare il flusso incontrollato dei pensieri che relegano la mente nell’inconsapevolezza e possono comportare sofferenza...[leggi di più]

L’intensità della ricerca è necessaria ma non deve consumare le forze: uno strumento che viene utilizzato per rafforzare il corpo e mobilitare le energie nascoste dell’individuo, oltre all’esercizio fisico è quello della respirazione...[leggi di più]

La respirazione
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